Vieni a scoprire qual è il tuo livello di “orsità”
Gennaio è quel mese in cui il mondo pretende entusiasmo, buoni propositi, palestra, dieta, agenda nuova e sorriso smagliante.
E invece tu vorresti solo una coperta, una tisana, il gatto sulle gambe e il diritto sacrosanto di non dover spiegare niente a nessuno.
In inverno succede una cosa strana: diventiamo tutti un po’ più orsi.
Meno parole, meno socialità, più bisogno di caverna.
Meno voglia di uscire, più desiderio di stare.
Meno pazienza per il superfluo, più fame di autenticità.
E no, non è depressione stagionale: è fisiologia dell’anima.
L’inverno tira fuori verità scomode. C’è chi si copre come se dovesse attraversare l’Himalaya per andare a comprare il pane, chi sparisce dalla circolazione, chi mangia come se non ci fosse domani e chi diventa improvvisamente intollerante a tutto: rumori, persone, messaggi vocali da tre minuti, entusiasmo altrui. Il corpo, in inverno, parla prima della mente.
E lo fa con una sincerità disarmante: ci dice che abbiamo freddo, fuori e dentro.
E che, quando sentiamo freddo, cerchiamo protezione. Coperte, tisane, caminetti, relazioni “discutibili”, abitudini che “almeno fanno compagnia”. Ci scaldiamo come possiamo. A volte nel modo giusto, a volte solo nel modo più rapido.
Perché non tutto ciò che scalda nutre.
C’è il calore vero, quello che ti ricarica e poi c’è il calore di emergenza, quello che consola sul momento ma poi ti lascia più stanco di prima.
In inverno la psiche fa quello che fa la natura: riduce le dispersioni.
Chiude i rubinetti inutili, taglia i rami secchi, conserva energia.
E qui entra in scena lui: l’orso interiore.
L’orso interiore non è un difetto. È quella parte di noi che quando arriva l’inverno chiede meno stimoli, meno spiegazioni, meno persone, più tana e più silenzio. Chiede confini, non isolamento. Chiede scelta, non fuga.
Il problema non è diventare orsi.
Il problema è fingere di non esserlo.
I segnali sono inequivocabili. Ti infastidiscono cose che prima tolleravi senza battere ciglio. Uscire di casa richiede una motivazione degna di un premio Nobel. Anche una cena tranquilla ti sembra un’impresa titanica. Le conversazioni superficiali ti stancano il doppio e non hai più voglia di fare finta. Diventi improvvisamente molto selettivo su chi e cosa merita le tue energie.
Non è antipatia: è inverno.
E gennaio, poverino, è il mese più frainteso dell’anno. Tutti dovrebbero ricominciare, essere motivati, pieni di obiettivi, con la parola “cambiamento” tatuata sulla fronte.
E invece il corpo dice: no, grazie.
Dice: fammi riposare.
Dice: fammi metabolizzare.
Dice: fammi stare un po’ nella caverna.
Rispettare il proprio inverno è una forma altissima di maturità emotiva. Significa distinguere tra chiusura e confine. Tra isolamento e ritiro consapevole. Tra sparire e scegliere.
Il vero lavoro non è uscire dalla tana ma scegliere chi far entrare.
Quando non ascolti l’orso interiore diventi irritabile, ti forzi, sorridi quando vorresti solo stare zitto, e poi a un certo punto ti chiudi di colpo senza spiegare.
Quando invece lo riconosci, impari a dire no senza durezza, smetti di giustificarti e onori il tuo ritmo stagionale.
In fondo l’inverno serve a questo.
A fare spazio.
A ripulire.
A custodire.
E allora la domanda diventa semplice e potentissima: “se fossi un orso, cosa porterei nella mia caverna? E cosa, finalmente, lascerei fuori?”
Una proposta di gioco:
A un certo punto, leggendo queste righe, potresti pensare:
“Ok, ma io quanto sono in modalità orso?”
Perfetto. Facciamolo diventare un gioco.
Prendi carta, penna o semplicemente usa la memoria del telefono e rispondi con un semplice SÌ o NO.
Quanto sei in modalità orso?
- In questo periodo preferisci restare a casa piuttosto che uscire, anche se l’invito è carino.
- L’idea di una cena “tranquilla” ti sembra comunque impegnativa.
- I messaggi vocali lunghi ti stancano solo a guardarli.
- Uscire di casa richiede una motivazione molto convincente.
- La coperta è diventata un accessorio fondamentale della tua vita.
- Hai meno pazienza del solito per rumori, caos e confusione.
- Le chiacchiere superficiali ti annoiano più del normale.
- Preferisci poche persone, scelte bene.
- Ti senti più selettivo su chi merita le tue energie.
- In questo periodo hai più bisogno di silenzio.
- Ti piace creare piccoli rituali caldi: tisana, divano, libro, caminetto.
- Il tuo letto ti sembra il posto migliore del mondo.
- Ti infastidisce chi è troppo entusiasta senza motivo.
- Hai meno voglia di spiegarti.
- Senti il bisogno di rallentare.
- La tua soglia di socialità si è abbassata notevolmente.
- Ami gli spazi chiusi, caldi e prevedibili.
- Ti senti più introspettivo del solito.
- Hai voglia di proteggere meglio il tuo tempo.
- A volte pensi: “vorrei solo stare un po’ nella mia tana”.
Ora conta quanti SÌ hai totalizzato.
Se sei tra 0 e 5, sei un orsetto primaverile: l’inverno ti sfiora ma non ti prende davvero.
Se sei tra 6 e 10, sei un orso curioso: inizi a sentire il richiamo della tana, ma senza rinunciare al mondo.
Se sei tra 11 e 15, sei un orso consapevole: sei ufficialmente in modalità inverno e stai imparando a scegliere con più cura dove mettere le tue energie.
Se sei tra 16 e 20, sei un orso supremo: la tana è casa, la coperta è sacra e il silenzio è nutrimento.
E in ogni caso, tranquillo:
non è asocialità,
non è pigrizia,
è saggezza stagionale!!!!
Da “il Mio Mondo Buono” ti auguro una felice permanenza nella tua accogliente caverna e un buon ritorno a te, con gentilezza e, soprattutto, sorridente risveglio..!
Con amore
Cinzia OverallCoach

